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Come superare la paura di metterci la faccia (e iniziare a registrare video con naturalezza)

  • Immagine del redattore: Dario Nava
    Dario Nava
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando dico “devi metterci la faccia”, intendo molto più di un consiglio tecnico. Intendo un atto di fiducia. Un messaggio diretto. Un piccolo atto di coraggio. Perché davanti a una videocamera non ci va solo il tuo volto: ci va chi sei davvero.

Ed è proprio per questo che, nel mio lavoro con imprenditori, liberi professionisti e aziende, la paura di esporsi è ancora oggi uno dei principali ostacoli da superare.

Paura del giudizio. Paura di non essere all’altezza. Paura di non piacersi. E sì, capita anche a chi ha già esperienza, clienti, risultati. Anzi, spesso più sei esperto, più vuoi fare “bella figura” — e più ti blocchi.

In questo articolo, tratto dal episodio podcast, ho voluto affrontare il tema di petto. Perché se vuoi davvero comunicare in modo efficace con i video, devi partire da lì: superare l’imbarazzo e iniziare ad allenarti.


Il primo ostacolo? Il giudizio (degli altri… e nostro)

Quando pubblichi un video, il primo a giudicarti non è chi ti guarda. Il primo sei tu.

Ti capita di riguardarti e pensare “Oddio che voce ho?”, “Ma che faccia ho fatto lì?”, “Mi si vede il naso storto?”. Bene. Sei umano. Ma se ti fermi a questo, non partirai mai.

Poi c’è il giudizio degli altri. L’amico del calcetto, il cugino che “ti prende in giro”, il messaggino ironico:

“Ah, ti sei messo a fare l’influencer?” Succede. Ma chi ti prende in giro oggi, domani potrebbe essere quello che ti chiede consiglio. L’ho vissuto sulla mia pelle.

Per questo spesso consiglio di iniziare con un profilo social nuovo, separato da quello personale.Non per nasconderti, ma per proteggere la tua energia nelle fasi iniziali. Serve uno spazio tuo, dove puoi fare prove, errori, esperimenti, senza il peso degli sguardi sbagliati.


Non ti piace la tua voce o la tua immagine? Puoi lavorarci.

Se il tuo problema è la voce, puoi migliorarla. Esistono vocal coach bravissimi — come Mariangela Ciurleo, che ho intervistato nel podcast — che possono aiutarti a usare meglio il diaframma, a trovare il tuo tono, a sentirti più sicuro.

Se non ti piaci in video, lavora sull’estetica… ma per te stesso.

“Vestiti da figo”, dico sempre.Vai dal barbiere. Mettiti la camicia che ti fa sentire bene. Indossa quel mocassino che ti fa sentire potente. Cura i dettagli. Se ti senti bene, ti piaci di più. E ti giudichi di meno.

Questione di sguardo (e di atteggiamento)

Molti non sanno dove guardare. Alcuni guardano il telefono, altri l’operatore, altri ancora il nulla. Ma c’è un trucco semplice: pensa che stai parlando con una persona. Una sola.

Io, quando guardo la lente, non sto parlando a “un pubblico”. Parlo a te. Penso a te che stai guardando o ascoltando. E questo cambia tutto: il tono, lo sguardo, l’intenzione.

Allenati a fare lo stesso. Immagina una conversazione vera.Parla al singolare. Sii diretto. Sii umano.


Il mio consiglio per iniziare: la challenge da 1 minuto

Vuoi sbloccarti davvero? Parti da qui:

Registra ogni giorno un video da 1 minuto su un argomento che conosci bene. Con lo smartphone. Senza montaggio. Anche in bagno. Anche in pigiama. Guardalo. Ascoltati. Osserva i tuoi gesti, la voce, il ritmo. Poi riguardalo senza audio. Che effetto fai?Infine, riascoltalo senza guardare il video. Che emozione trasmetti?

Questo piccolo esercizio, fatto ogni giorno, cambia il tuo rapporto con la videocamera. Non devi pubblicare quei video. Devi solo usarli per allenarti. E se vuoi feedback, ho creato un gruppo Telegram dove puoi condividere i tuoi contenuti con altri professionisti che stanno facendo il tuo stesso percorso.


Nessuno nasce videogenico. Ma tutti possiamo allenarci.

Ci sono altri consigli pratici che ti do nel podcast, come:

  • trovare il tuo lato migliore in video (davvero: tutti ne abbiamo uno!)

  • usare microfoni migliori per valorizzare la voce

  • allenare le micro-espressioni facciali (e no, non serve essere attori)

  • trovare un “buddy”, un compagno di viaggio che ti sproni

Ma il concetto chiave è uno: non si nasce pronti davanti alla videocamera. Si diventa pronti… facendolo.


Metterci la faccia non è vanità. È fiducia.

Le persone non si fidano di un logo. Si fidano di un volto, di una voce, di una presenza reale. Ecco perché oggi, in un mondo pieno di contenuti generati da AI, metterci la tua faccia è l’unico vero vantaggio competitivo.

La videocamera non ti giudica. Ti amplifica. E se hai qualcosa da dire, è il momento di farlo vedere.

Ascolta l’episodio completo del podcast Comunicare con i Video – Ep.39 ecco il link


Vuoi partire con i tuoi video? Scrivimi: posso aiutarti con una consulenza o con un piano di allenamento video su misura.



Ci vediamo davanti alla videocamera

 
 
 

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